Caro Jacopo,
Sono fiera di te
come l’alba è fiera del sole che ritorna,
come il mare custodisce l’eco delle sue onde.
Sono orgogliosa di te
per ogni passo silenzioso che hai avuto il coraggio di fare,
per ogni dubbio trasformato in forza,
per la luce che porti anche quando non te ne accorgi.
Ti guardo e vedo strada,
vedo radici profonde e cielo aperto.
E nel mio cuore c’è una certezza dolce e luminosa:
sei diventato ciò che sognavi,
e io non potrei essere più orgogliosa di così. ✨
Maestra Elena Bidoli





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Ne è passato di tempo da quel concorso a Cesenatico, quando avevi solo tre anni e il mondo ti sembrava grande quanto una tastiera. Ricordo ancora le luci, l’emozione che tremava nell’aria, e te — così piccolo — mentre vincevi il tuo primo premio. Per ritirarlo dalle mani del maestro Remo Vinciguerra ti tenevo in braccio, come si custodisce un dono fragile e luminoso.
In quel momento non stringevo soltanto un bambino: stringevo un sogno.
Un sogno fatto di note leggere, di pomeriggi pazienti, di sorrisi timidi e di talento che già allora sapeva farsi ascoltare.
Oggi quel bambino meraviglioso è diventato un uomo speciale. E tutto ciò che silenziosamente speravo per te sta prendendo forma, come una melodia che finalmente trova il suo pieno respiro.
Il mio cuore di maestra gioisce, si commuove, si riempie di gratitudine.
Perché vedere un allievo crescere, fiorire, realizzare ciò che porta dentro è il privilegio più grande.
Continua a camminare con la stessa luce negli occhi di quel giorno.
Io, con la stessa tenerezza di allora, farò sempre il tifo per te
