C’è un momento preciso in cui il talento smette di essere solo una promessa e diventa pura poesia. Per la piccola Stella Esposito quel momento si è compiuto a Lecce, dove, a soli otto anni appena compiuti, ha avuto l’onore di aprire la sesta edizione di Piano City Lecce. In una cornice suggestiva come Piazzetta Giravolte, incastonata nel cuore del barocco pugliese, le dita della giovanissima pianista hanno sfiorato i tasti regalando al pubblico un’inaugurazione indimenticabile.

Nato dall’intuizione del format originale ideato da Andreas Kern a Berlino e poi approdato con successo in metropoli come Milano e Madrid, il festival Piano City trasforma gli angoli urbani in palcoscenici a cielo aperto. L’edizione leccese vanta una direzione artistica d’eccezione, che unisce la sensibilità e il prestigio internazionale della pianista e conduttrice Gloria Campaner all’energia pop e sperimentale di Andrea Mariano, tastierista dei Negramaro.

In questo contesto d’eccellenza, Stella — originaria di Romans d’Isonzo e formatasi sotto la guida attenta della Maestra Elena Bidoli presso la Baby Piano School — ha dimostrato ancora una volta una maturità espressiva fuori dal comune. Un percorso, il suo, iniziato precocissimo a soli quattro anni, che l’ha già portata a conquistare i primi premi assoluti in importanti concorsi internazionali e a calcare palcoscenici prestigiosi, da New York a Parigi.

A intuire per prima il valore di Stella per il festival leccese è stata Valeria Fasiello, pianista e direttrice organizzativa di Piano City Lecce, rimasta affascinata dalla sua esecuzione durante il concerto dei vincitori del Campus delle Arti a Bassano del Grappa — celebre realtà didattica e festivaliera che da anni valorizza i migliori giovani interpreti del panorama musicale. La proposta di affidarle l’apertura della sezione “Giovani Talenti” è stata accolta con entusiasmo immediato anche da Campaner e Mariano.

Accolta dall’affetto del pubblico e dei direttori artistici, Stella ha incantato la platea leccese con due brani emblematici del repertorio pianistico: la Prima Arabesque di Claude Debussy, interpretata con una leggerezza quasi fatata, e lo Studio Op. 25 n. 1 di Frédéric Chopin (noto anche come l’«Arpa Eoliana»), le cui terzine fluente hanno fatto vibrare l’aria di un’emozione profonda e sincera. Un’esecuzione capace di toccare l’anima, che rivela la forza autentica e la naturalezza della sua passione.

Il viaggio della piccola virtuosa friulana non si ferma qui. Per Stella è già tempo di guardare al prossimo importante traguardo: sarà infatti ospite al Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo, storica e prestigiosa istituzione musicale veneta, per ritirare il suo primo CD, un riconoscimento inciso in seguito alla brillante vittoria al Concorso Vinciguerra. Un nuovo, fantastico tassello che si aggiunge al percorso di una giovane stella che continua a brillare con grazia, passione e determinazione.

Di seguito riportiamo l’estratto dell’articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” e de “Il Goriziano”